Camera di Ettore

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Luogo di confidenze, di riflessione e di scrittura. Un divano, un tavolino con la macchina da scrivere, il camino trasformato in cassettiera, la stufa a gas e un letto. Questa è la stanza delle parole e dei sentimenti, dove si recavano gli amici di Ettore per confidarsi e talvolta i visitatori per  lasciare una propria testimonianza, raccontando e facendosi registrare da Guatelli. Egli in piccole schede di cartone di recupero trascriveva, poi, i racconti legati all’uso di un oggetto o di una parola, a un’abitudine inconsueta, a modi di dire, di lavorare e di pensare della gente che conosceva.

Queste schede erano quindi riposte da Guatelli in piccoli cassettini di legno, mentre nei mobili da ufficio del sottoscala il maestro di Ozzano conservava i suoi manoscritti, le minute delle sue lettere, spesso polemiche, che mandava come monito agli amministratori per ricordare loro il valore della sua raccolta e l’importanza di renderla pubblica.

Sulle mensole della camera, così come su quelle del ballatoio prospiciente la camera del fratello Ugo, erano disposti libri di vario genere, prevalentemente legati al mondo contadino e alla didattica. Tutto questo insieme costituisce ora il fondo documentario e librario di Ettore Guatelli, da cui trapela la vita del suo autore e di quanti hanno riposto nella sua capacità narrativa il compito di conservare la memoria della propria esistenza.

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Immagini di Mauro Davoli, Paolo Candelari  -  Testi di Mario Turci, Pietro Clemente, Jessica Anelli, Francesca Fornaciari
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