La Banca della Memoria

L’Amministrazione comunale di Collecchio, in collaborazione con la Fondazione ‘Museo Ettore Guatelli’, si è data come obiettivo la realizzazione di una mappa di comunità del proprio territorio, un progetto capace di evidenziare il modo con cui la collettività locale vede, percepisce, attribuisce valore al proprio luogo di appartenenza, alle sue memorie, alle sue trasformazioni, alla sua realtà attuale, prospettando anche i propri desideri per il futuro.
<La mappa di comunità> spiega il vice sindaco Maristella Galli<è uno strumento attraverso il quale gli abitanti di un luogo hanno la possibilità di rappresentare il patrimonio, il paesaggio, i saperi nei quali si riconoscono e che desiderano trasmettere alle nuove generazioni.>

<Ciò che si vorrebbe realizzare concepisce il territorio non solo come luogo in cui si vive e si lavora, ma anche come spazio che conserva la storia degli uomini che lo hanno abitato e trasformato in passato, salvaguardando i segni che lo hanno caratterizzato.>

<In tal senso, la mappa va oltre il semplice inventario di beni materiali o immateriali, includendo anche il sistema di relazioni invisibili fra questi elementi grazie al diretto concorso alla sua costruzione da parte dei cittadini.>

<Per la predisposizione di questo tipo di progetto è stato necessario avviare un percorso finalizzato ad ottenere un archivio permanente e sempre aggiornabile delle persone e dei luoghi del nostro territorio, sintetizzato nella Banca della Memoria costituita presso il Museo Guatelli.>

A questo scopo, l’assessorato alla Cultura ha sostenuto l’acquisto di tutte le attrezzature necessarie per la registrazione e messa in video delle tante interviste e testimonianze che andranno catalogate per argomenti e messe a disposizione di chiunque sia interessato a conoscere parti di storia viva del territorio collecchiese.

<Il giacimento di memorie troverà al sua collocazione nello spazio del museo che corrisponde alla cucina di Ettore, luogo anche simbolico dove parole e cibo, nutrimento per l’anima e per il corpo si mescolano e si scambiano continuamente.>

<Nell’occasione,> conclude la Galli <desidero ringraziare il gruppo di lavoro formato da donne e da uomini del nostro capoluogo e delle nostre frazioni di diversa età ed origine lavorativa che per esperienza, sensibilità, conoscenza e disponibilità personale hanno voluto e saputo contribuire a definire gli ambiti di ricerca sulla base dei quali svilupperemo il progetto nel tempo.>



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