Gli spazi

Il museo ha una storia interna di allestimenti progressivi in contesa e in complementarietà con le attività rurali e domestiche che si svolgevano nel podere e nella casa abitata dalla famiglia Guatelli. Il museo nasce, con qualche tavolo e pochi oggetti appesi, nel granaio della casa colonica quando ancora le granaglie riempivano questi ambienti e i Guatelli coltivavano come mezzadri il fondo agricolo.

Da quel momento il museo invade progressivamente tutti gli spazi della casa anche quelli abitati, mentre le attività contadine diminuiscono gradualmente, lasciando il posto agli oggetti e alle testimonianze legate ad essi. Anche i nomi delle stanze si sono trasformati nel corso del tempo fino ad apparire come il risultato dell’unione tra la destinazione privata dei locali e quella museale (es: la “camera della zia”, divenuta poi la “camera dei vetri”).

Si tratta quindi di una collezione unica, aderente ad uno spazio privato che diventa rappresentativo del territorio e dei ceti sociali meno abbienti che lo hanno abitato.
Da queste considerazioni è maturata la decisione di acquisire e far diventare parte integrante del museo la casa, gli annessi rustici e lo spazio adiacente.


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