Fuori dal museo. Paesaggio guatelliano

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Bellafoglia
Bellafoglia è il nome suggestivo del podere gestito dalla famiglia Guatelli, prima come mezzadri poi come proprietari. Il grande complesso agricolo è formato dalla casa di Ettore Guatelli, il fienile e la stalla, i locali per la conduzione agricola, la grande aia, la vasca… Oggi tutto il complesso, edificio e spazi all’aperto sono museo, luoghi d’incontro e giacimenti guatelliani (depositi estemporanei in forma d’installazione)

area esterna

Il prato e il Paesaggio di scarpe
Dall’assunzione dell’ eredità del creatore del museo, quale occasione e modalità di sviluppo di progetti legati allo stretto rapporto fra oggetti, biografie, scrittura e percezione del paesaggio è nato nel 2014 il progetto “Lampedusa 366” finalizzato alla realizzazione di un Paesaggio temporaneo nella forma di una installazione partecipata. L’installazione “Lampedusa 366” è stata composta da 366 punti, posti nel grande prato di fronte al museo. 366 assi/pali, chiamati a sorreggere ed esporre 366 paia di scarpe annodate attraverso i loro  laccetti. Quindi una grande installazione lasciata da marzo a maggio sul prato antistante il museo, sino a che l’erba sia stata alta da tagliare.
Le scarpe, quelle che non si usano più e che sono nelle case di tutti, donate perché potessero essere testimonianza di chi avrebbe voluto percorrere l’Europa dando una svolta significativa alla propria vita: uomini, donne ragazzi, bambini.

Lampeduda 01

L’abbeveratoio dei manzi
L’abbeveratoio dei manzi, prospiciente, per utilità, alla stalla è ora un “giacimento guatelliano”.

area esterna

La Gabbia
Era la gabbia per i cani da caccia dei fratelli Guatelli, ora un “giacimento guatelliano”.

La grande ruota
Una grande ruota di mulino è posta affianco all’ingresso del museo. La ruota, le macine e gl’ingranaggi di trasmissione (ed un albero di mele) accolgono il visitatore.

Ciclista
Pietro Miodini di Sala Baganza un giorno decise di onorare il passaggio del Giro d’Italia con un grande ciclista da presentare ai corridori nel momento del fugace passaggio. Anni dopo decise di donare l’opera al Museo Guatelli.

Il cimitero degli elefanti (un progetto in corso)
Un giacimento/installazione di cui presto sentirete parlare.

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Immagini di Mauro Davoli, Paolo Candelari  -  Testi di Mario Turci, Pietro Clemente, Jessica Anelli, Francesca Fornaciari
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