MEG202021

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A cosa serve un museo, se non ad immaginare un futuro?

Il Museo Guatelli non è semplicemente un museo, come convenzionalmente lo si definisce, non è semplicemente un contenitore di cose, ma è un luogo nel quale approdare, ripartire e ritornare.

Il Museo Guatelli è un giacimento di meraviglie e di narrazioni che sfugge a semplici definizioni che ne circoscrivano lo sguardo.

Il Museo Guatelli partecipa al programma di “Parma Capitale italiana della Cultura 2020/2021” con il progetto “Visioni dall’ordinario”, che riparte ora con la prima mostra NELLE PIEGHE DELL’INFRA ORDINARIO (a cura di Elisabetta Pozzetti e Mario Turci).

“Visioni dall’infra-ordinario (Tempo Terra Trame di vita)” parla e parlerà del rapporto fra vita quotidiana (il mondo delle cose) e il tempo del contemporaneo (le parole e le relazioni), attraverso la molteplicità dei punti di vista e delle sensibilità provenienti dai mondi dell’arte e dell’antropologia.

A partire dalla riapertura del museo, del 7 giugno scorso, il programma MEG202021 scorrerà per tutti i mesi del 2020 e del 2021.

 

NELLE PIEGHE DELL’INFRA-ORDINARIO

Dal 7 giugno al 31 agosto. Visitabile negli orari di apertura del museo.

Ingresso gratuito alla mostra.

L’avevamo preparata per poterla inaugurare l’8 marzo scorso, ma poi non fu possibile. Gli oggetti della mostra, lasciati soli, hanno avuto tutto il tempo di riflettere sul senso della loro presenza nell’esposizione e ci hanno invitati a insistere nel messaggio che hanno voluto, e che ora vogliono ribadire, perché la furiosa tempesta che ci ha colpiti in questi mesi, non metta in secondo piano una tempesta ugualmente dolorosa e spietata, la violenza sulle donne.

E allora ombrelli, borse, abiti, cappelli, scarpe ora possono tornare a parlare.

Nelle pieghe dell’infra ordinario risiede molta parte di quella storia e vicende del contemporaneo, il cui dramma e orrore sono spesso sciolti dall’oblio e dall’indifferenza.

Nelle pieghe dell’infra ordinario stanno le storie di quotidiana violazione del corpo, della vita e della dignità delle donne.

In mare, ma ancor prima nelle carceri libiche, come nei campi di sterminio dell’Europa nazista e fascista, il corpo è scrutato, manipolato, offeso, ferito. Spesso un orrore che pare senza fine. Colpire, relegare, offendere le donne e il loro corpo è il comportamento tronfio e vigliacco di chi ha nel pensiero l’ossessione della propria supremazia, colpendo, relegando, offendendone la sostanza umana.

 

Continua la preziosa collaborazione con Agenzia di comunicazione Studio Chiesa di Milano, che ringraziamo per il sostegno e la disponibilità.

Studio Chiesa

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Tutte le informazioni per visitare il Museo Guatelli: orari di apertura, tariffe, come raggiungerci, dove mangiare...

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Immagini di Mauro Davoli, Paolo Candelari  -  Testi di Mario Turci, Pietro Clemente, Jessica Anelli, Francesca Fornaciari
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