Missione

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La descrizione della missione non può rientrare nei canoni di uno specialismo antropologico e di standard museali correnti poichè il patrimonio Guatelli non è stato trattato nel tempo secondo le regole pubbliche e professionali (che in parte non erano costituite o riconosciute), ma secondo modalità ‘irregolari’, originali e private.

Mission:
Per la parte allestita, e per il contesto domestico in cui risiederà per sempre, il Museo Guatelli ha come scopo quello di essere animato dalle intenzioni del suo fondatore, dalla sua ombra, dagli audiovisivi che ne ricordano le polemiche e le aspirazioni, le capacità di racconto e la curiosità umana. Per la parte non allestita (giacimento), è il luogo della sperimentazione di museografie possibili a partire da quella memoria delle idee del suo fondatore e dalle sue pratiche.

Sembra legittimo che la missione del museo sia continuarne l’opera aperta e non istituzionale, per il riconoscimento che quelle forme di creatività popolare si nutrono di umori non convenzionali e di competenze, saperi, racconti, ordini estetici che è nella missione stessa dell’antropologia ascoltare, far parlare, scoprire. In questo senso il museo è un museo antropologico più che del mondo contadino o etnografico, perché è al tempo stesso storia di cose e storia di vita, documento d’epoca e di democrazia dei linguaggi e delle iniziative, invenzione controcorrente e tempio degli antenati.

In particolare, si può ritenere come:

  • luogo di comunicazione tra i vivi ed i morti, antenati, contadini, padri, gente dell’ultima guerra, poveri diventati benestanti
  • luogo di smentita della ovvietà dell’ovvio: i  creativi del pezzo di legno, del sasso, del rattoppo
  • luogo della comunicazione che si fa con forme semplici e dell’arte che si fa con oggetti usati

Il museo serve come il monumento in piazza a fare memoria per il futuro, serve ad insegnare un mondo, serve ad insegnare un atteggiamento creativo, ad insegnare modi di allestimento, a imparare dai saperi pratici

Può essere il centro di valorizzazione delle esperienze locali periferiche, di una rete di dialogo informatico con i bisogni del mondo locale molteplice dei beni culturali Demo-etno-antropologici tra dilettantismo e professionismo. .

Si può relazionare con le scuole d’arte e le accademie, gli studi del design, con le ricerche fotografiche, con le università con le scuole, i master, i corsi di specializzazione in beni culturali. Progettazione architettonica e allestimento, pittura scultura, master di museografia (o di installazionistica: il museo Guatelli corrisponde all’idea di ‘installazione’ per molti aspetti, giacchè è una sorta di ‘teodolite’ di alterità in un mondo circostante mutato), possono arricchirsi dell’esperienza e l’uso del museo per la sua ‘straordinaria fotogenia’, per l’attualità dell’autentico in un’epoca di morte dell’autenticità e molte altre ragioni.

Il Museo Guatelli può chiedere al Museo dell’Europa e del mediterraneo in corso di allestimento a Marsiglia di rappresentarlo e accogliere tracce della memoria dei ‘fondatori’ contadini dei musei.

Una delle caratteristiche del Museo Guatelli è l’assenza dell’idea di ‘etnicità’ o di ‘etnos’.

Gli istituti storici della resistenza, l’istituto Alcide Cervi, le associazioni contadine e artigiane, i sindacati, le cooperative sono gli interlocutori associativi, documentaristici, sociali più importanti, mentre l’Università e le associazioni di museografia lo sono sul piano tecnico-scientifico.

Il museo deve anche continuare a chiedere ai visitatori il loro uso degli oggetti, per arricchire la polifonia delle schede guatelliane.

Realizzare il sito della varietà delle fonti e delle storie che confluiscono nel museo, raccogliere i racconti di coloro che furono vicini a Ettore in collaborazione con l’Associazione degli Amici del museo, raccogliere tutti gli studi e i documenti e i film etc

La missione del museo è gestire in modo professionistico e manageriale e per conto delle istituzioni l’eredità di una creatività antistituzionale, non professionistica, imprevista. L’opposto della missione sarebbe l’idea di regolarizzare e legittimare il museo facendolo diventare una strana collezione da usare per scopi di museografia corrente banalizzandolo, ora che ‘finalmente’ non c’è più quello ‘stravagante maestro’.

Il museo di Ettore Guatelli è un sogno materializzato. La visione concretizzata di un sognatore ‘ingordo’ che ci ha lasciato una eredità impegnativa.

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Tutte le informazioni per visitare il Museo Guatelli: orari di apertura, tariffe, come raggiungerci, dove mangiare...

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Immagini di Mauro Davoli, Paolo Candelari  -  Testi di Mario Turci, Pietro Clemente, Jessica Anelli, Francesca Fornaciari
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