Intervista a Michela Zanetti

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Michela Zanetti
Assessore alla Cultura del Comune di Collecchio

Dopo tutte le volte che hai visitato il Museo Guatelli, cosa riesce ancora a renderlo per te un luogo magico?

La magia del Guatelli è molto difficile da definire. Prima tutto non è un luogo “immobile”, ogni visita è in realtà un incontro con un organismo che di volta in volta mi costringe a fare i conti con le mie personali evoluzioni. Il Museo è per me un luogo dinamico, stimolante e, soprattutto, cognitivamente molto sfidante. La magia del Guatelli forse è, a mio avviso, da riferirsi al fatto che è un luogo talmente ricco di contenuti, relazioni e connessioni interne ed esterne da riuscire ad attivarmi sia a livello cognitivo che emotivo. Penso, inoltre, che il Guatelli sia un luogo esteticamente molto potente e dalla fortissima poetica: migliaia di oggetti rappresentano il vissuto, le speranze e le esperienze di altrettante persone. E se questa non è magia…

Ettore Guatelli ha saputo creare una collezione, ma soprattutto un Museo del quotidiano che si lega fortemente alla contemporaneità. Che ricordo hai di lui? E in che modo la sua eredità culturale continua a influenzare Collecchio?

Ho conosciuto Ettore Guatelli grazie ai Sig. Rino e Maria Conforti, amici di Ettore sin da ragazzi e con il quale condividevano la passione per “le cose vecchie”. Avevo fatto visita ad Ettore a casa sua proprio insieme a loro. Stavano cercando nuovi pezzi per la loro casa. Mi aveva colpito il suo sguardo inquieto, come di una persona sempre presa da un pensiero, da una preoccupazione o dall’urgenza di fare qualcosa. Alla vista del Museo mi si chiarirono le idee e ne rimasi molto impressionata. L’allestimento era ormai quello definitivo ma la quantità di altri oggetti stipati in ogni dove creava un contrasto molto forte con le pareti allestite. Una collezione monumentale che costituisce un’eredità culturale talmente composita e complessa che ha portato ad Ozzano studiosi ed intellettuali da ogni parte del mondo e che continua a sollecitare il mondo dell’arte e della cultura proprio in virtù della sua complessità. Guatelli ci ha provocato affermando di aver creato un Museo dell’ovvio, ma penso che fosse perfettamente consapevole del contrario. La presenza di un contesto culturale così imponente ha condizionato e continua ad influenzare il territorio, soprattutto quello di Collecchio, proprio perché è un luogo con il quale non è possibile non interloquire. La vicenda di Guatelli, la sua opera, hanno profondamente influito sul contesto culturale di Collecchio, tanto che nel 2000 è stato intitolato a Guatelli il locale Istituto Comprensivo. Il Museo, ancora vivente, è stato in costante comunicazione con il contesto intellettuale ed educativo locale, oltre che con quello nazionale, promuovendo la memoria dei luoghi, delle persone e di un archetipo culturale legato al mondo contadino. Questo filo non si è mai interrotto, sono proseguite collaborazioni, studi, progetti che hanno visto protagonisti studiosi ed intellettuali locali, la scuola e l’amministrazione, e non ultime diverse associazioni. Penso che il Museo sia percepito dalla comunità, non solo nella sua reale valenza e importanza, ma anche come un’opportunità di conoscenza e di sviluppo artistico culturale.

Come insegnante lavori quotidianamente a contatto con i bambini. Quale impatto credi che possa avere il progetto “Guatelli Contemporaneo” su i giovanissimi attraverso le sue attività didattiche?

Le attività didattiche correlate al “Guatelli Contemporaneo” avranno sicuramente diverse valenze, in primis riferite all’interpretazione del Museo e l’altra relativa ad un contatto privilegiato con l’arte contemporanea e con gli artisti che la agiscono. Devo anche sottolineare l’importanza della contaminazione tra esperienze e realtà diverse che permetterà ai ragazzi di avere un’idea di contesto molto più completa rispetto alla consueta didattica: avranno l’opportunità di seguire il processo creativo degli artisti e di conoscerne l’esito in modo diretto, senza altre mediazioni interpretative, se non le loro.

In che modo il comune di Comune investe in cultura e fruizione dell’arte? “Guatelli Contemporaneo” può essere considerato un “tassello mancante” al programma delle attività culturali della città?

Il Comune investe nella cultura promuovendo e sostenendo progetti fortemente connaturati con le realtà culturali presenti sul territorio ed in grado di comunicare anche in contesti più ampi. L’idea è quella di creare collegamenti e relazioni in grado di promuovere la cultura locale in contesti sempre più allargati in cui la ricerca storico-artistica e la creatività possano trovare luoghi d’espressione sempre più significativi. Il “Guatelli Contemporaneo” rappresenta sicuramente il tassello mancante delle attività culturali cittadine.  L’esperienza del “Guatelli Contemporaneo” rappresenta un ponte tra la contemporaneità ed un contesto museale dalla conclamata complessità e ne offrirà un’interpretazione originale e inusuale, grazie al coinvolgimento di giovani artisti ed intellettuali.

Qual è il tuo oggetto preferito?

Il miei oggetti preferiti sono sicuramente le latte, in particolare quelle dei biscotti, mi ricordano la mia infanzia. Quando le guardo mi tornano alla mente il profumo della vaniglia ed il sorriso di mia nonna mentre mi porge un biscotto preso proprio da una scatola di latta.

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Immagini di Mauro Davoli, Paolo Candelari  -  Testi di Mario Turci, Pietro Clemente, Jessica Anelli, Francesca Fornaciari
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